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L’odierno Teatro Massari è, alle origini, la sede dell’Oratorio della Congregazione del SS. Rosario -fondata nel 1692- costruito nel XVII secolo, è citato nei documenti a partire dal 1746. 

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Massari Classico

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MENECMI

Dopo la scomparsa di Menecmo I a Taranto, il fratello gemello viene ribattezzato con il nome di Menecmo II. Nel frattempo, Menecmo I si ritrova ad Epidamno, dove diviene adulto, prende moglie e anche un’amante; i suoi loschi affari scivolano tranquilli e inosservati fino all’arrivo in città di Menecmo II, accompagnato dal suo servo Messenione. L’ omonimia e l’aspetto identico dei due fratelli genera una serie esilarante di fraintendimenti, palesi al pubblico ma ignorati dai protagonisti, e per questo capaci ancor più di alimentare l’attenzione degli spettatori. I qui pro quo fra i personaggi proseguono fino allo scioglimento finale, momento lieto in cui i due Menecmi si incontrano per realizzare, finalmente, la radice comune e la sfortunata maturazione diversa dei loro destini. La messa in scena è fedele alle originarie indicazioni del commediografo; l’allestimento è essenziale, le entrate e le uscite scandiscono il ritmo di una commedia a tutti gli effetti .
Gli attori sono cinque, e come da tradizione i ruoli interpretati sono di più. La recitazione è spensierata e vivace, e riesce a rendere perfettamente la trama di intrighi della commedia. Le dinamiche fra servi e padroni, i litigi e le passioni plautine sono gradevolmente accentuate dallo spettacolo, il quale è brillante nell’accostare azzeccate improvvisazioni a perle linguistiche cadute oramai in disuso.

Sabato 21 Dicembre 2019 ore 21:00  

di Tito Maccio Plauto​ 

regia di Cristiano Roccamo

da Tito Maccio Plauto

regia Cristiano Roccamo
con Massimo Boncompagni, Simone Cástano, Gianluca d'Agostino, Rossella Amato
musiche originali Sara Castiglia
scene Matteo Soltanto
costumi Gloria Fabbri e Micol Bezzi
direttore organizzativo Riccardo Bartoletti
direttore di scena Antonio Salerno
organizzazione Valentina Santi

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LE NUVOLE

Una delle più belle Commedie Antiche con al centro uno dei più classici temi propri delle Commedie: Il Conflitto Generazionale. Un anziano che lamenta i difetti delle nuove generazioni, difetti incarnati nel figlio, che vanno a minare i valori tradizionali della polis. I tre attori in scena, rimanendo perfettamente aderenti al testo aristofaneo, fanno rivivere un grande classico. Il continuo conflitto è tema attuale, vivido nella società di oggi. Senza rimandi al contesto contemporaneo il gioco di scena è costruito con la capacità interpretativa senza forzatura dei caratteri, tipico della commedia antica, ma grazie all'interpretazione e soprattutto al testo. Si vuole dire il testo, perchè questi è lo spettacolo. La satira di Aristofane, nella critica al sofismo di Socrate, è il bisogno che fa vivere la scena. Le Nuvole sono “vere” e contengono quei cori che sorprendono il pubblico come sempre le Nuvole fanno.

Citando Italo Calvino: un classico è un'opera che non hai mai finito di dire quello che ha da dire.

Sabato 07 marzo 2020 ore 21:00

da Aristofane regia di Cristiano Roccamo

con Simone Cástano, Gianluca d'Agostino e Massimo Boncompagni
partecipazione video: Cecilia Di Giuli
musiche originali: Sara Castiglia
direttore di produzione: Riccardo Bartoletti
direttore di scena: Antonio Salerno
organizzazione: Valentina Santi

LOCANDINAconbandabianca

NERONE

Sregolato, generoso, megalomane, amante della vita e degli eccessi, ansioso, mai soddisfatto, pauroso dei giudizi e delle chiacchiere, efferato, divertente e creativo. Nerone è passato alla storia per un crimine mai commesso, l’incendio di Roma. Ma di crimini veri ne ha commessi eccome, ha ucciso collaboratori, avversari politici e perfino la madre Agrippina. Si pensava fosse stato lui a dare fuoco a Roma per crearsi gli ottanta ettari necessari a costruire la sua Domus Aurea, una reggia immensa, ma sono solo voci. E' incredibile come le fake news sapevano diffondersi, allora come oggi, anche senza strumenti web.

Probabilmente uno dei più grandi attori e cantanti della sua epoca. Un attore imperatore.

L’11 giugno del 68, abbandonato dal Senato, dalla sua coorte, dai pretoriani e dai due prefetti, Tigellino e Ninfidio Sabino, Nerone , nella villa di Faone, sulla Nomentana, è costretto al suicidio.

 

Questo spettacolo è “simpaticamente” ambientato in un non luogo, proprio dopo la morte di Nerone, in un tempo indefinito proprio oltre tutto ciò che è definito. Forse da tempo immemore Nerone è incastrato in questo limbo che ne condiziona umori e paure. Non riesce a capire perché E' li, con il suo corpo. Quando, improvvisamente, finalmente sente una voce. E' il momento della ...verità!

 

Le domande sono tante su Nerone, qual’era il rapporto con la madre, Perché costruire una Domus Aurea di quelle dimensioni…e il colosso, Era l’imperatore che cantava o era finalmente se stesso solo quando si esibiva, le donne della sua vita Ottavia, Poppea, Messalina che importanza hanno avuto. Perché accusarlo di aver dato fuoco a Roma…

Tante stranezze ed eccessi forse erano comportamenti comuni allora per gli imperatori ma del grande Nerone mi piace toccare la personalità complessa, senza un chiaro obiettivo di vita apparentemente, non aveva ambizioni da conquistatore ma piuttosto da uomo di palcoscenico. Capace di grande generosità e allo stesso tempo di enorme crudeltà. Attraverso le parole dell’Imperatore mi piace raccontare come il confine tra normalità e pazzia sia sottilissimo, mai in equilibrio.

Martedì 21 Aprile 2020 ore 21:00

Mercoledì 22 Aprile 2020 ore 21:00

Regia di Riccardo Bartoletti

di e con Massimo Boncompagni

Nuova Produzione 2020

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