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L’odierno Teatro Massari è, alle origini, la sede dell’Oratorio della Congregazione del SS. Rosario -fondata nel 1692- costruito nel XVII secolo, è citato nei documenti a partire dal 1746. 

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Massari NUOVA SCENA

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CAPOLAVORI

Quando si pensa alla parola capolavori, il primo pensiero va al mondo dell’arte: pittura, scultura, architettura, ma anche cinema, teatro, musica, scrittura. Difficilmente si pensa allo sport.
Non è così per Mauro Berruto, una vita dedicata ad allenare, per lui non c’è differenza tra un capolavoro di Michelangelo e uno di Maradona.
In queste pagine Mohammad Alì e Kostantinos Kavafis recitano insieme poesie, Diego Armando Maradona palleggia con Michelangelo, Jury Chechi sfida William Turner: calciatori, artisti e poeti fanno parte della stessa squadra ossia di uno spazio in cui ogni individuo può esprimere il proprio talento e compiere il proprio personale capolavoro.

A metà fra racconto e biografia, Capolavori è una mappa per trasformare il potenziale in eccellenza, in cui anche il gesto dell’allenare, si tratti di una squadra o di qualsiasi gruppo di lavoro, è un’arte che rende le persone capaci di realizzare il proprio talento.

Ma c’è un segreto che Berruto vuole condividere in questo spettacolo: per creare il proprio capolavoro come allenatore e come persona bisogna saper guardare e cercare altrove i propri strumenti.

 

www.nidodiragno.it/capolavori/​

martedì 26 novembre 2019

ore 21:00

con Mauro Berruto

regia di Roberto Tarasco

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Con la traduzione ed elaborazione di Maura Pettorruso, lo spettacolo arriva al teatro "A. Massari" dopo aver debuttato al Festival Teatrale di Borgio Verezzi nell’estate 2018 e dopo una lunga tournée: accanto agli attesissimi protagonisti sul palco ci saranno anche i mimi Umberto Bianchi e Raffaella Zappalà, la regia è curata da Francesco Branchetti, le musiche sono di Pino Cangialosi.

“Mark Twain, attingendo al mito della Creazione, - spiega Francesco Branchetti -  narra come siano andate le cose tra l’uomo e la donna in una chiave ironica, umoristica ma anche fiabesca e romantica e racconta come possa essere nata l’attrazione tra i due sessi. Il testo a due voci inizia con l'apparizione di Eva, che Adamo vede come una creatura bizzarra e fantasiosa; Adamo si ritrova un bel giorno a dover fare i conti con questa nuova   strana creatura «Questo nuovo essere dai capelli lunghi… Non mi piace, non sono abituato ad avere compagnia». Nel racconto le due voci si avvicendano in modo commovente e allegro. Eva una creatura molto bizzarra e fantasiosa ma anche romantica, vanitosa e chiacchierona, sempre interessata a dare nomi agli animali, alle piante e al creato. Adamo invece è un uomo rude e facilmente irascibile, un solitario, innervosito dalla continua presenza di Eva, che lo segue imperterrita e incuriosita, parlando ininterrottamente. Adamo però è molto affascinato da Eva. Il loro incontro sembra destinato al disastro. Poi Eva mangia la mela e inizia la caduta: entrano così nel mondo della morte, dei figli, del lavoro, della conoscenza; arrivano i figli Caino e poi Abele, esseri che Adamo per molto tempo non riconosce come umani, ma crede siano una nuova specie di animali. Le due voci si susseguono fino a che i due nonostante le diversità, si rendono conto che si amano. E’ l’incontro tra l’uomo e la donna, in questo giardino dell’Eden con tutti gli aspetti e le caratteristiche dell’uomo e la donna moderni. La regia intende restituire al testo attraverso le voci degli attori e la fisicità dei mimi, la straordinaria capacità d'indagare l'animo umano e le tortuose relazioni che abbiamo talvolta con noi stessi e poi con gli altri; ansie, paure, malesseri, malinconie, gioie, curiosità, attrazioni, dolori, solitudini e sentimenti si alternano e si confondono in una danza meravigliosa di voci, corpi, suoni e colori, che lascia spazio alla malinconia ma anche all’ironia e alla tenerezza. Le musiche di Pino Cangialosi, le luci e gli interventi dei mimi creeranno magiche atmosfere e daranno un apporto fondamentale a questo viaggio nel mondo dei rapporti tra uomini e donne.”

IL DIARIO DI ADAMO ED EVA

venerdì 06 dicembre 2019 ore 21:00

da Mark Twain

con Barbara De Rossi

e Francesco Branchetti 

traduzione ed elaborazione Maura Pettorruso

musiche Pino Cangialosi

e con i Mimi Umberto Bianchi e Raffaella Zappalà​

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‘Arle-Chino’ racconta la storia di Yang.
Yang è nato a Jinan, nel Nord della Cina, nel 1979.
A 11 anni è arrivato in Italia insieme alla madre: è stato lavapiatti, venditore ambulante di erbe e unguenti cinesi sulle spiagge, studente bocconiano, traduttore simultaneo per ministri, imprenditori e registi internazionali di cinema; attore di teatro, tv e cinema, e recentemente, inviato speciale de “Le Iene”.
Come molti ragazzi di seconda generazione conosce poco sia la storia della sua ‘vecchia patria’ che della nuova; è obbligato a trovare nuovi equilibri e sintesi tra la cultura del luogo in cui è nato e quella di dove è cresciuto. Sono cinese perché sono nato in Cina o italiano perché sono cresciuto in Italia?

 

Nel libro “Cuore di seta” (Mondadori - 2017) Yang racconta la sua avventura, il suo viaggio verso l'Italia, e ci trasporta nel suo mondo multicolore di giovane cinese cresciuto nel nostro Paese, regalandoci una storia che sa essere amara, ma anche divertente e piena di speranza.
 

Lo spettacolo ha un potenziale promozionale sulla sempre più numerosa comunità cinese presente nel nostro territorio. Arle-chino, infatti, è il primo spettacolo prodotto in Italia con un protagonista di origine cinese.

ARLE - CHINO

sabato 21 marzo 2020 ore 21:00

di Cristina Pezzoli

e Shi Yang Shi 

 

regia di

Cristina Pezzoli

e Shi Yang Shi 

 

con Shi Yang Shi 

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